
LA CONDIZIONE
COS'È LA COREA DI SYDENHAM
La Corea di Sydenham (conosciuta anche come ballo di San Vito o corea minore) è una condizione che insorge in alcuni bambini e adolescenti e generalmente si manifesta con irrequietezza, movimenti involontari e difficoltà a coordinare i movimenti. Questo può compromettere temporaneamente la possibilità di camminare, di parlare e in alcuni casi anche di mangiare in autonomia. Questa condizione si sviluppa da un paio di settimane a qualche mese dopo un’infezione causata da un comune batterio (Streptococcus pyogenes, detto anche Streptococco beta emolitico di gruppo A), che solitamente si manifesta con un'infiammazione alla gola (detta tonsillite), che provoca dolore. Potrebbe succedere che non si ricordi o non ci si accorga che ci sia stata questa infezione. Per motivi che si devono ancora ben chiarire, a causare i sintomi della corea di Sysenham si ritiene sia una particolare risposta del sistema immunitario di alcuni bambini e adolescenti a questa infezione. Questa risposta causerebbe delle modificazioni generalmente temporanee nelle funzioni di piccoli nuclei localizzati nel cervello, detti gangli della base, che sono coinvolti nella regolazione dei movimenti e della sfera delle emozioni. Nelle bambine e nelle adolescenti la corea di Sydenham è più frequente che nei loro coetanei maschi ed è invece rara dopo i 18 anni.
La corea di Sydenham fa parte di una varietà di risposte del sistema immunitario di alcuni bambini e adolescenti all’infezione da Streptococcus pyogenes, detta febbre reumatica. Nella febbre reumatica altre parti del corpo come le articolazioni, il cuore e la pelle possono essere coinvolte e manifestare dei segni o dei sintomi. Alcuni di questi possono essere presenti nei bambini/adolescenti che manifestano la corea di Sydenham.
QUALI SONO I SINTOMI?
La corea di Sydenham può manifestarsi in diversi modi. Spesso è il comportamento che cambia prima che inizino a manifestarsi i disturbi del movimento.
Poi nel giro di poche ore o di pochi giorni, compaiono movimenti scoordinati alle braccia, alle mani, alle gambe, ai piedi e al viso. Questi movimenti sono detti coreici. A volte coinvolgono solo un lato del corpo e in questo caso si parla di “emicorea”.
Altri sintomi della corea di Sydenham includono:
cambiamenti dell'umore e del comportamento,
stanchezza,
difficoltà nell'uso delle mani per giocare o mangiare,
flaccidità (perdita di tono muscolare o debolezza muscolare),
difficoltà a parlare,
difficoltà a deglutire,
difficoltà a camminare,
smorfie del viso,
mal di testa,
irrequietezza,
difficoltà di attenzione e concentrazione,
fragilità emotiva.
I bambini che hanno la corea di Sydenham possono presentare altri tipi di movimenti, come i tic (descritti di seguito), che possono includere anche rumori involontari.
Altri sintomi che si possono manifestare sono quelli della febbre reumatica (ad esempio i dolori articolari).
Alcuni esempi di corea di Sydenham sono disponibili dalla nostra playlist su Youtube.
COME VIENE FATTA LA DIAGNOSI?
La prima diagnosi di corea di Sydenham può essere fatta dal pediatra, dal medico di medicina generale o dal medico del Pronto Soccorso, che faranno una visita, durante la quale valuteranno anche la storia completa dei sintomi della persona. Non esiste un esame specifico per diagnosticare la corea di Sydenham. Mediante un prelievo di sangue o un tampone faringeo è possibile ricercare i segni di infezione da streptococco. Questi sono di supporto alla diagnosi; tuttavia, potrebbero anche non essere più presenti se l’infezione si è verificata diverso tempo prima. Eventuali altri esami possono, invece, essere utili per escludere altre malattie che potrebbero essere sospettate in alcuni casi. A seguito di questa prima diagnosi il bambino/adolescente può essere indirizzato a un medico specialista, il neurologo, che valuterà ulteriormente il caso con una visita e una serie di domande prima di confermare la diagnosi di corea di Sydenham. A volte viene prescritto un esame, la risonanza magnetica, per escludere altre malattie, ma questo non è sempre necessario. Esami come questo sono più importanti se il bambino/l’adolescente non presenta i segni tipici della corea di Sydenham, se non ci sono prove di una recente infezione da streptococco o se la febbre reumatica è rara nella sua comunità.
È inoltre necessario considerare la diagnosi di febbre reumatica: a questo proposito, come prima cosa va eseguito un ecocardiogramma, per individuare un’eventuale infiammazione del cuore, chiamata cardite, difficile da rilevare solo con lo stetoscopio o con l’elettrocardiogramma (ECG).
A seconda delle condizioni del bambino/adolescente, il neurologo o il pediatra possono indirizzarlo ad altri specialisti, tra cui:
• il cardiologo
• lo psicologo*/il neuropsicologo*
• il neuropsichiatra*
• il fisioterapista
• il terapista occupazionale
• il logopedista
• il reumatologo
• l’infermiere domiciliare
*Questi specialisti possono operare anche nel contesto di un team di supporto alla salute mentale per bambini e adolescenti.
La diagnosi di corea di Sydenham può riguardare anche le persone adulte, sebbene la condizione sia più rara in queste.
LA COREA E I TIC
I movimenti coreici o corea, sono i disturbi del movimento che caratterizzano la corea di Sydenham, anche se questi si possono manifestare in altre malattie. I movimenti sono involontari, ovvero non controllabili e in questo senso sono simili ai tic.
Il bambino/adolescente appare generalmente instabile e barcollante, come se le gambe gli cedessero. Spesso ha difficoltà a compiere azioni con le mani, ad esempio scrivere o giocare, perché le mani e le braccia continuano a muoversi in direzioni sbagliate, senza un corretta traiettoria.
La corea di solito si manifesta nell'arco di uno o due giorni. A volte si presenta solo da un lato del corpo (in questo caso si parla di “emicorea”).
Ci sono altri movimenti alterati che si osservano nella corea di Sydenham, come le smorfie (espressioni strane della faccia) e dei movimenti delle mani e delle dita simili a quelli di chi suona il pianoforte.
Questi disturbi del movimento possono variare nel tempo, ad esempio si notano più spesso se il bambino/l'adolescente è stanco o se non sta bene.
Il medico può provare a trattare i disturbi del movimento con dei farmaci, se questi disturbi hanno un impatto negativo importante sulle attività quotidiane. Con o senza farmaci questi disturbi si risolvono quasi sempre. Solitamente cessano in 2-4 mesi, ma in alcuni casi può volerci un anno o più e questo dipende da persona a persona. Nella nostra playlist su YouTube sono riportati alcuni esempi.
Ci sono bambini che manifestano improvvisamente dei tic e in questi casi la diagnosi può non essere chiara (se sia corea di Sydenham o qualcos'altro, ad esempio PANDAS - Disturbi neuropsichiatrici pediatrici autoimmuni associati a infezioni streptococciche). I tic sono piuttosto comuni nell’infanzia, sono più frequenti nei maschi, e spesso vanno e vengono nel corso degli anni prima di scomparire durante o dopo la pubertà. Può essere difficile distinguere i tic dalla corea, motivo per il quale è importante rivolgersi a un medico esperto.
I tic sono movimenti improvvisi, a scatti o convulsi, tipicamente degli occhi, del viso, del collo, delle spalle e delle braccia. Hanno la caratteristica di essere ripetitivi (sono detti anche “stereotipati"), anche se possono esserci lunghe pause tra un movimento e l'altro. Possono essere presenti contemporaneamente molti tic diversi e un tipo di tic può scomparire dopo un po', solo per essere sostituito da un altro. Alcuni bambini emettono anche rumori involontari, come grugniti e guaiti, che sono anch'essi una forma di tic (“tic vocale”).
La corea tende ad essere un misto di movimenti rapidi (a scatti) e più lenti (contorcimenti) e tende a essere più caotica e imprevedibile.
Pertanto, osservare e descrivere tutti i diversi tipi di movimenti è davvero importante per arrivare a una diagnosi, così come lo è cercare le altre caratteristiche della corea di Sydenham, come le smorfie del viso e le dita che “suonano il pianoforte” menzionate sopra e le evidenze dell'infezione streptococcica e della di febbre reumatica (ad es. la cardite).
COME SI CURA?
Il trattamento della corea di Sydenham comprende diversi approcci terapeutici con i farmaci: terapia antibiotica, immunoterapia e terapia con farmaci per ridurre i sintomi della corea.
Terapia antibiotica: è raccomandata per eliminare eventuali infezioni streptococciche persistenti quando si manifesta la condizione. Gli antibiotici probabilmente non riducono la durata della corea. Di seguito è raccomandata la somministrazione preventiva a lungo termine di penicillina (o di un antibiotico alternativo in caso di allergia alla penicillina). Le raccomandazioni per la durata della terapia a lungo termine con la penicillina (o con un antibiotico alternativo) possono variare leggermente a seconda dei paesi o delle regioni dove si risiede.
Quando è indicata l’iniezione intramuscolare di penicillina, è necessario adottare delle strategie per ridurre il dolore e il conseguente disagio che essa provoca. L’utilizzo delle iniezioni formulate con un anestetico sono una misura efficace per ridurre il dolore.
Alcuni studi suggeriscono che la penicillina a lungo termine può aiutare a prevenire che la corea si rimanifesti.
Immunoterapia: questo trattamento è raccomandato nei casi gravi e può essere indicato anche per quelli moderati quando i problemi muscolari/motori o comportamentali/psichiatrici hanno un impatto negativo importante nella vita quotidiana (non, invece, per quelli lievi). I farmaci che si utilizzano sono i corticosteroidi, chiamati anche cortisonici. Questi farmaci in genere riducono la gravità e la durata del disturbo motorio (i dati dalla letteratura medico-scientifica riportano una riduzione della durata da una media di 119 giorni a una di 54 giorni). Il trattamento con corticosteroidi può anche aiutare a prevenire che la corea si rimanifesti. Se questi farmaci non dovessero funzionare o il loro utilizzo non fosse possibile per altri motivi, andrebbe considerato un trattamento alternativo con immunoglobuline per via endovenosa (degli anticorpi che vengono iniettati attraverso una vena) o la plasmaferesi (un trattamento in cui vengono rimossi dal sangue della persona gli anticorpi responsabili della condizione).
Terapia per ridurre i sintomi: i medici possono proporre dei farmaci per trattare i movimenti involontari, se questi impattano molto nella vita quotidiana del bambino/adolescente. Non è ancora del tutto chiaro quale sia il farmaco migliore per questo scopo e tutti questi farmaci possono dare effetti indesiderati. Perciò i medici dovrebbero discutere la scelta del farmaco per ridurre i sintomi con le famiglie/i pazienti informando dei benefici e anche degli effetti indesiderati che ci possono essere. Le linee guida sulla valutazione, la diagnosi e il trattamento della corea di Sydenham (2025) riportano che un farmaco formulato con valproato di sodio, utilizzato generalmente per il trattamento dell'epilessia, può essere utile anche per ridurre i sintomi della corea, con una buona possibilità di dare sollievo ai sintomi a fronte di un rischio di effetti indesiderati contenuto. Ci sono inoltre anche altri farmaci simili a questo che possono essere utilizzati.
Il bambino/adolescente può avere difficoltà a svolgere le sue attività quotidiane (ad esempio lavarsi, mangiare, andare a scuola). Fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedisti possono valutare la sua situazione e aiutarlo a essere il più possibile autonomo e a prevenire la perdita della forza muscolare.
Se nella fase iniziale della malattia si manifestano problemi comportamentali o emotivi, è importante tenere presente che questi possono risolversi spontaneamente. Se questi problemi persistono o se è necessario intervenire prontamente, è opportuno rivolgersi a servizi specialistici di salute mentale. A seguito della valutazione specialistica, potrà essere indicato un percorso con lo psicologo eventualmente integrato da un percorso farmacologico. Un supporto specialistico può essere necessario anche in caso di problemi di umore o ansia.
QUANTO DURERÀ LA COREA?
Il disturbo del movimento (corea) quasi sempre si risolve da solo o con l'aiuto dei farmaci. Questo può richiedere dei mesi o anche più tempo e in genere varia da persona a persona. I sintomi possono variare nel corso di questo tempo, ad esempio i disturbi del movimento sono spesso più evidenti se il bambino/l'adolescente è stanco o non si sente bene. Più raramente potrebbero persistere nel lungo termine sintomi anche lievi o quasi impercettibili.
I disturbi del movimento e del comportamento possono ricomparire anche a distanza di tempo durante l'infanzia (si parla in questi casi di una “ricaduta") e in questi casi il va fatta una rivalutazione clinica e verificato se ci sia bisogno di un nuovo trattamento con farmaci. Le ricadute si risolvono nella maggior parte dei casi . Le informazioni disponibili dalla letteratura medica più datata suggeriscono che un bambino con la corea di Sydenham su cinque avrà almeno una ricaduta durante l'infanzia. Ora molti medici ritengono che questo dato sia sottostimato. È molto raro che ci sia una ricaduta in età adulta, anche se è noto che si possono verificare delle ricadute durante la gravidanza (corea gravidica) e con l’uso di contraccettivi ormonali come la pillola o di terapie con ormoni estrogeni.
Si sa invece ancora poco sugli effetti a lungo termine della corea di Sydenham sul comportamento e sull'umore dei bambini/adolescenti.
Nella maggior parte dei casi i sintomi che riguardano l'umore o il comportamento scompaiono completamente entro due anni, senza che rimangano sintomi di lunga durata, e quindi non necessitano di cure o follow-up continui. Tuttavia, alcuni bambini/adolescenti possono sperimentare cambiamenti del comportamento e della sfera emotiva che possono iniziare prima e continuare dopo i disturbi del movimento e possono richiedere un supporto costante da parte di un servizio di salute mentale per bambini e adolescenti. Questi cambiamenti possono andare e venire e, in alcuni casi, possono persistere anche in età adulta. Pertanto sintomi che riguardano la salute mentale possono richiedere un supporto o un trattamento per un periodo di tempo più lungo rispetto alla corea.
COME INFLUIRÀ SULLA VITA?
La corea di Sydenham non dovrebbe impedire al bambino/adolescente di vivere e godersi la vita. All'inizio i movimenti coreici non gli consentiranno di uscire e di andare in giro come faceva normalmente. Questo primo periodo dovrebbe passare abbastanza rapidamente man mano che il disturbo del movimento si riduce. Alcuni bambini/adolescenti si lamentano di essere stanchi e questo può influire sulla loro capacità di affrontare la scuola e di godersi gli hobby, le amicizie e il tempo in famiglia. Questa stanchezza può essere un problema anche quando non c'è stato un interessamento del cuore (cardite) e anche dopo che i disturbi del movimento sono cessati. In questi casi può essere di aiuto ridurre o sospendere le attività non piacevoli o non completamente necessarie, che potrebbero aumentare la stanchezza. Questo aiuterà a concentrare energia e tempo per ottenere il meglio dal proprio corpo, fisicamente e mentalmente, mentre si riprendono gradualmente le forze.
EMOZIONI E COMPORTAMENTI
Alcuni bambini/adolescenti manifestano disturbi della sfera emotiva o comportamentale. Questi possono includere il calo dell'umore (umore depresso), l'ansia da separazione dai genitori, cambiamenti della personalità, l'eccessiva emotività, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Non è sempre chiaro se questi disturbi siano causati dalla malattia stessa o una reazione emotiva ad essa. A volte i disturbi della sfera emotiva esordiscono poco prima dell'inizio dei movimenti involontari. Alcuni bambini/adolescenti riescono a nasconderli quando sono a scuola, ma a casa si comportano in modo molto diverso. Questo è difficile da gestire per i genitori, ma è un segno che il bambino/adolescente si sente più al sicuro a casa. Ciò può significare che riesce ad adattare il suo comportamento quando è a scuola, per poi lasciar emergere i propri problemi quando è in famiglia. Per i genitori, i nonni, i parenti e i fratelli può essere molto difficile adattarsi a questi cambiamenti della sfera mentale. Alcuni genitori raccontano di vedere il proprio figlio “cambiare davanti ai propri occhi”.
QUALI CONSEGUENZE AVRÀ SULLA SCUOLA?
Se il bambino/l'adolescente frequenta la scuola, questa dovrebbe essere informata della sua condizione, compresi i possibili problemi emotivi e comportamentali. Il bambino/l'adolescente potrebbe notare che la sua concentrazione e la sua attenzione si sono modificate e questo può rendere temporaneamente più difficile l'apprendimento in classe. La corea di Sydenham non è una condizione ben conosciuta da persone non esperte e per questo il bambino/l'adolescente può essere più soggetto al bullismo se i suoi coetanei non ne conoscono i sintomi. Potrebbe essere utile chiedere alla scuola di organizzare una lezione sulla corea di Sydenham per aiutare la classe a conoscere meglio questa condizione. Alcuni bambini/adolescenti a scuola potrebbero avere difficoltà a causa dei movimenti involontari e i professionisti sanitari (ad es. il fisioterapista, il terapista occupazionale) possono aiutare a trovare il modo migliore per gestirli.
Ad esempio, cambiare posto in classe può rendere i movimenti meno fastidiosi per il bambino/adolescente e per chi le/gli sta vicino. Potrebbe anche essere necessario che gli venga concesso più tempo durante gli esami e le verifiche.
All'inizio ci potrebbero essere parecchi appuntamenti per visite ed esami. Anche questo, insieme alla malattia, può influire sulla frequenza scolastica . Potrebbero essere utili anche questi consigli:
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Al bambino/adolescente non fa bene preoccuparsi di rimanere indietro con lo studio.
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E' utile tenersi in stretto contatto con la scuola per ridurre al minimo il lavoro perso e avere un supporto per stare al passo.
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Farsi passare il lavoro scolastico per poterlo completare a casa, se necessario (gli insegnanti possono considerare di andare qualche volta a casa per completare le lezioni).
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Concordare con la scuola un orario part-time per facilitare il rientro.
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Chiedere il supporto di uno psicologo, se presente nella scuola.
Testo originale: Nadine Mushet, infermiera di ricerca e Manju Haridas, psichiatra infantile ed adolescenziale, Royal Hospital for Children, Glasgow UK. 2016
Ultimo aggiornamento: a cura di SCA team (A. Sie, E. Ferrarin, M. Morton). Aprile 2026
